Legnano chiede più organico per le Forze dell’Ordine in città. Le opposizioni: “Vetrina elettorale”
L'ordine del giorno è passato grazie ai soli voti favorevoli della maggioranza, non senza polemiche sulla gestione del dibattito consiliare

Via libera in consiglio comunale – tra le immancabili polemiche – all‘ordine del giorno presentato dalla maggioranza arancione guidata dal sindaco Lorenzo Radice per chiedere l’aumento delle organici effettivi delle Forze dell’Ordine sul territorio di Legnano.
«L’ordine del giorno vuole mettere in risalto le attività che il Comune di Legnano ha messo in campo in questi anni e parte dal lavoro svolto dalla Polizia Locale nel 2024 – ha sottolineato il capogruppo di Insieme per Legnano – Legnano Popolare Eligio Bonfrate -, quando gli agenti hanno effettuato 9.209 ore di servizi serali e 2.378 posti di controllo, hanno rilevato 31.019 effrazioni al codice della strada e hanno svolto 6.600 ore di servizi di presidio territoriale, oltre al proseguimento di tutte le attività di collaborazione con le Polizia Locali dell’Asse del Sempione e con le altre Forze dell’Ordine presenti sul territorio».
«Dal 2022 al 2024 l’amministrazione ha fatto diversi investimenti – ha aggiunto Bonfrate -: le telecamere sono passate da 170 a 248, le telecamere per la letture della targhe da 51 a 59, ci sono stati 10.151.825 euro di investimenti nel triennio ed è stata migliorata anche l’illuminazione pubblica, che spesso dava un senso di insicurezza, ed incentivata la responsabilità dei cittadini con l’aumento controllo di vicinato. Sono stati messi in atto servizi di informazione e prevenzione grazie al progetto Legnano SiCura, con i presidi Jump Around, gli street tutor e i servizi delle unità cinofile. Il Comune ha fatto e sta facendo tutto quello che è di sua competenza per la sicurezza urbana: con l’ordine del giorno andiamo a chiedere alle autorità competenti di aumentare gli organici effettivi delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio, che per abitanti, ricchezza e attività è paragonabile ad un capoluogo provincia».
L’ordine del giorno, però, è passato grazie ai soli voti della maggioranza: se Franco Brumana del Movimento dei Cittadini si è astenuto dalla votazione, gli altri consiglieri di opposizione hanno invece deciso di non esprimere proprio un voto, con il risultato di essere considerati assenti ai fini della delibera consiliare.
Le opposizioni: “Vetrina elettorale”
«Questo ordine del giorno è un palcoscenico per l’amministrazione comunale, che si avvia alle prossime amministrative, per far vedere che ci tiene alla sicurezza e che comunque ha fatto, a suo dire, grandi cose per mantenere l’ordine in città – è stata la critica mossa dalla consigliera della Lega Daniela Laffusa -. Nonostante i dati letti, tutto questo ordine in città non lo abbiamo visto. La Lega sta chiedendo più Forze dell’Ordine dal 2022, ma tutte le richieste sono sempre state bocciate: è una vetrina per cercare di convincere i legnanesi di qualcosa che in questi anni non è successo. Le ore di presidio territoriale nel 2022 sono state 5.310 e nel 2023 sono diminuite di oltre mille unità passando a 4.294: è proprio in quel momento che i buoi sono scappati dalla stalla e non si è più ripresa la situazione».
«Sono anni che portiamo mozioni, interrogazioni, ordini del giorno e proposte in genere sulle soluzioni per aumentare la sicurezza urbana, e tutte sono state rifiutate: siamo rimasti sorpresi da questo ordine del giorno, perché finora a Legnano non c’erano problemi di sicurezza – le ha fatto eco Stefano Carvelli dai banchi di Fratelli d’Italia -. Politicamente questo ordine del giorno è molto interessante, ma lo è molto più per il centrodestra che per il centrosinistra: fondamentalmente avete ammesso che la prevenzione situazionale, alla base dei concetti che la maggioranza esprime con la sicurezza integrata, non ha dato i frutti sperati e quindi cerca una risposta dalla sicurezza reattiva, che noi abbiamo sempre ritenuto un buon viatico per risolvere alcuni problemi e andare ad implementare la consapevolezza sulla sicurezza cittadina che al momento viene a mancare nei cittadini».
Dubbi anche da Federico Amadei, che ha sottolineato la mancanza tra le premesse della considerazione per cui «a Legnano esiste un problema di sicurezza» chiedendone anche – senza successo – l’inserimento, e da Franco Brumana del Movimento dei Cittadini, per il quale l’ordine del giorno «è stato presentato in una logica di contrapposizione». Sulla stessa linea anche Francesco Toia della civica di centordestra Lista Toia, che come Letterio Munafò di Forza Italia – portavoce anche della richiesta, infruttuosa, di ritirare il provvedimento in favore di un nuovo documento condiviso da tutte le forze politiche – non ha risparmiato critiche al presidente del parlamentino Umberto Silvestri per la gestione del dibattito e ha “bollato” l’ordine del giorno come privo di «valenza politica e scientifica», parlando di «personalizzazione dello scontro politico» e di «campagna elettorale sulle spalle di chi rischia vita nelle strade tutti i giorni, senza neanche provare a trovare una condivisione con opposizioni».
La maggioranza: “Tutto quello che il Comune poteva fare, lo ha fatto”
Critiche che la maggioranza ha peraltro rispedito al mittente. «Abbiamo presentato questo ordine del giorno per dire che tutto quello che il Comune poteva fare, lo ha fatto – ha ribadito Giacomo Pigni del Partito Democratico, richiamando i tipici pesci d’aprile riferendosi agli interventi delle minoranze -. Tutti noi siamo amministratori, sappiamo quali sono le finanze del Comune e quali sono i tagli fatti: se il Comune di Legnano deve far fronte a questi tagli e il Governo centrale propone di aumentare gli organici delle Forze dell’Ordine, è lineare che chi dice di poter assumere assuma, e chi ha difficoltà sul territorio faccia questo tipo di richieste per aumentare il senso di sicurezza. Non significa che abbiamo qualche apprensione per quanto fatto in questi anni, anzi lo rivendichiamo. Qui non facciamo campagna elettorale, rappresentiamo i cittadini e per questo abbiamo portato l’ordine del giorno davanti all’intera città».
«C’è chi governa e chi fa campagna elettorale sempre, non solo sotto elezioni – ha aggiunto Bonfrate -. E proprio perché questa amministrazione governa, la maggioranza ha deciso di presentare questo ordine del giorno che chiede una cosa molto semplice: chi pensa che la sicurezza sia una priorità o la priorità in assoluto, vuole o meno un presidio maggiore della città di Legnano? È una domanda è rivolta dal consiglio comunale al Governo centrale, di qualunque colore politico, che ci fornisce le Forze dell’Ordine, e non all’amministrazione, di qualunque colore politico».
«La sicurezza dal nostro punto di vista non è un’emergenza, se il termine problema ha questa accezione – ha chiosato Antonio Sassi, capogruppo di riLegnano -; se invece lo consideriamo un aspetto complesso che va gestito, sicuramente è un problema che va affrontato. Essendo un fenomeno complesso, non si risolve a colpi di bacchetta magica ma con vari interventi. La sicurezza integrata è la strategia principale con cui stiamo affrontando questo tema complicato che si interfaccia con la vita delle persone. La richiesta ha tutto il senso, soprattuto nella prospettiva di un bilancio locale che avrà sempre più difficoltà a fronteggiare queste esigenze».
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