Maria Pia Garavaglia: “Il Palio di Legnano è il Palio dell’Italia”
Abbiamo chiesto alla presidente della Fondazione Palio come è cresciuta la manifestazione negli ultimi anni e cosa bisogna ancora fare per farla conoscere sempre di più oltre i confini locali
In occasione della presentazione degli eventi del Palio di Legnano 2025 abbiamo chiesto alla presidente della Fondazione Palio, Maria Pia Garavaglia, come è cresciuta la manifestazione negli ultimi anni e cosa bisogna ancora fare per farla conoscere sempre di più oltre i confini locali
Il Palio galoppa sempre più veloce?
Sì, ed è bello usare questa metafora perché, in fondo, noi vinciamo con i cavalli. Il nostro Palio compirà a maggio il quarto anno. Ricordo bene l’ansia con cui abbiamo iniziato nel febbraio del 2022, domandandoci: “Maggio è fra due mesi, come faremo?”. Oggi vedo che non solo ce l’abbiamo fatta, ma stiamo anche migliorando. Sono sicura che questo accade perché abbiamo voi vicini. Chi divulga il nostro lavoro è riuscito a rendere i legnanesi consapevoli dell’impegno, della passione e della serietà con cui abbiamo affrontato questa sfida. Ed è proprio questo il motivo del nostro successo. Sono convinta che cresceremo ancora.
C’è ancora molto da fare per farlo conoscere?
Sì, tantissimo. Siena è sulla Rai da decenni, quando ancora la televisione pubblica aveva pochi eventi da trasmettere la domenica. Si è inserito in una storia consolidata. Noi, invece, abbiamo sempre considerato il nostro Palio un evento troppo locale, come se fosse solo il Palio di Legnano. Ma io continuo a ripetere che è il Palio dell’Italia, perché la Battaglia di Legnano ha fondato l’autonomia come un concetto che ritroviamo persino nella Costituzione. La mia passione e il mio impegno sono rivolti a farlo conoscere a livello nazionale. Voglio che anche la politica acquisti la consapevolezza che parlare del Carroccio non significa parlare di una parte politica, ma di una storia che ha segnato l’evoluzione culturale e politica dell’intera nazione italiana.
In questo contesto si inserisce il festival di letteratura storica..
È un tassello fondamentale di questa visione. Sono davvero felice che siamo riusciti a individuare questa nicchia. Esistono tanti festival dedicati all’economia, alla scienza, ai premi letterari, ma il nostro si concentra su un aspetto indispensabile per la cultura e il futuro di un Paese: la storia. Chi non conosce la storia non è in grado di scegliere consapevolmente per il futuro. L’ignoranza rende succubi, porta ad accettare tutto passivamente. La storia, invece, ci insegna a individuare criteri di giudizio. Per questo considero il nostro festival un atto di civiltà che Legnano mette a disposizione di tutta l’Italia.
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