Il ministro Poletti visita la nuova Tosi
All'incontro presenti il sindaco Centinaio, Confindustria e rappresentanze sindacali...

«Creatività, intuizione e genio». Secondo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti sono queste le parole chiave per promuovere nel mondo la storica Franco Tosi.
Il politico ieri, lunedì 4 aprile, ha mantenuto la promessa: visitare lo stabilimento per verificare l'attuale situazione.
Ad accogliere il ministro i coniugi Presezzi titolari della fabbrica con Massimiliano Colombo direttore amministrativo e Pietro Valente direttore generale. Con loro il sindaco Alberto Centinaio, l'onorevole Eleonora Cimbro e il commissario straordinario Andrea Lolli. Tra i presenti, inoltre, Giuseppe Scarpa presidente di Confindustria Altomilanese e tutte le parti sindacali coinvolte.
«L'impegno che possiamo garantire a Presezzi è stargli affianco per permettergli di fare bene il proprio lavoro – ha esordito il Ministro Poletti alla presenza della stampa -. Il compito delle Istituzioni deve essere quello di agevolare le aziende, favorire tassazioni più ragionevoli e una corretta legislazione sul lavoro. Produrre progetti vuol dire fare investimenti e un esempio è la turbina prodotta in Tosi grazie a Presezzi. Sono soddisfatto: il risultato ottenuto conferma quanto gli italiani siano bravi ad adattarsi e trovare soluzioni. La nostra forza è la customizzazione di prodotti. Siamo formidabili nella risoluzione dei problemi e la nuova Franco Tosi ne è la dimostrazione».
Affermazioni quelle del politico condivise Presezzi che ha commentato: «La nostra forza sta proprio nella capacità di realizzare prodotti su richiesta, facciamo turbine su misura a seconda delle esigenze. Sono spesso all'estero dove l'italia è vista come una nazione con una marcia in più: il nostro prodotto è di eccellenza».
«Ritengo sia importante l'interessamento dimostrato dal Ministro – ha commentato il sindaco di legnano, Alberto Centinaio, a margine dell'incontro – Dalle condizioni disperate in cui era la Tosi si è ribaltata la situazione, anche se c'è ancora molto da fare».
«Siamo sicuri che per la Tosi questa sia la volta buona – ha quindi aggiunto il presidente di Confindustria, Giuseppe Scarpa – Come associazione sono felice di aver visto un'azienda come Presezzi determinata a buttarsi a capofitto per rilanciare questo marchio storico. Un segnale importante per il territorio. Ritengo sia un orgoglio che Presezzi abbia confermato la sua adesione a Confindustria Altomilanese. La volontà di rimanere tra queste mure storiche è dimostrato dagli investimenti per la loro ristrutturazione. Dimostrano di crederci veramente. Qui non si scherza!».
Anche i sindacalisti, alla presenza del Ministro, hanno confermato l'impegno dell'imprenditore brianzolo e, pensando al futuro, chiedono alle istituzioni maggior impegno per agevolare l'affermazione sul mercato del marchio Tosi.
Il primo a esprimersi a fine incontro, è stato Edoardo Barra sindacalista Fim Cisl Milano Metropoli: «Siamo soddisfatti, abbiamo sempre creduto nel rilancio della Franco Tosi nonostante le difficoltà. Ora servono i fatti, e guardare al futuro. Abbiamo chiesto al Ministro di mettere in atto ogni azione per rilanciare il marchio della Tosi in Italia. Bisogna promuovere i marchi del made in Italy per permettere a Presezzi, e non solo, di acquisire nuove commesse e quindi far rientrare i lavoratori ancora in attesa di essere richiamati in fabbrica. Grazie al nostro accordo è stato possibile salvare l’azienda e cederla a un imprenditore italiano. Adesso è compito delle istituzioni garantire che questo marchio di eccellenza rimanga tale. Il sindacato della Fim continuerà a vigilare affinché gli sforzi fatti fino ad oggi non vadano dispersi».
A seguire Vittorio Sarti segretario generale della Uilm Milano: «Un incontro importante così come l'accordo siglato un anno fa con il quale siamo riusciti a salvare la Tosi dal fallimento. Non dobbiamo dimenticarci dello sforzo profuso dai lavoratori che hanno fortemente contribuito a questo successo. La Tosi è salva ma c'è ancora tanto da fare. Crediamo che le istituzioni debbano fare la loro parte aiutando le aziende come queste».
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