“Ricordiamo Amadeus con iniziative gioiose”

17 Settembre 2015
Elisa Accornero, presidente dell ‘Associazione Circolo Santa Teresa Mazzafame, interviene dopo la lettera del consigliere Giuseppe Marazzini in merito alla tragica morte del piccolo Amadeus.
Abbiamo letto sulla stampa locale lo scorso 27 agosto l’articolo riguardante il piccolo Amadeus, abbiamo così appreso il referto dell’autopsia la cui conoscenza sarebbe dovuta essere riservata esclusivamente ai parenti stretti e che in verità, si era subito sospettato. Non poteva esserci altro motivo se non una grave malformazione cardiaca o comunque un problema congenito che avrebbe potuto stroncare il suo sorriso. E’ più che giusto che si vada in fondo alla questione e si cerchino eventuali responsabilità, ma l’interessamento per il piccolo ci sembrava un po’ strumentale e in estate, si sa, le notizie sono poche . Quello che ci ha portato a questa nostra è invece la lettera del consigliere di minoranza Giuseppe Marazzini che avevamo già letto in agosto sul suo blog. Ognuno può fare le proprie considerazioni, ma quando queste si pubblicano le cose cambiano.
A lui, in passato sempre attento alle questioni delle minoranze, diciamo che se ha dei sospetti in merito a eventuali colpevoli di questa morte li deve chiaramente dichiarare.
La nostra associazione accoglie per due pomeriggi la settimana i bambini Rom , con loro dialoghiamo, eseguiamo i compiti, facciamo merenda, abbiamo fatto diverse “gite” nel parco Alto Milanese pranzando insieme, trascorso diverse feste di quartiere. Amadeus era un bambino magro che mangiava normalmente, anche perché Adela era una madre molto apprensiva. Come noi diverse altre associazioni si sono rapportate con lui. Consideriamo che Amadeus il mattino frequentava la scuola e lì pranzava, non si assentava mai perché, ripetiamo, la mamma teneva molto non solo alla sua alimentazione ma anche alla sua istruzione, non era quindi sempre ammalato come lo sono in generale i bimbi di oggi, frequentava l’oratorio, frequentava un’associazione sportiva.
Allora chi sono questi colpevoli, di chi sono ”le autodifese” scattate? Noi siamo a contatto con le maestre migliori che ha avuto Amadeus, con i Padri Somaschi, abbiamo parlato con chi era sul pulman alla gita : nessuno di questi soggetti e nemmeno noi siamo mai stati contattati da giornalisti e nemmeno dallo stesso Marazzini.
Amadeus e la sua carissima mamma, finalmente dopo anni di soli sgomberi, hanno abbandonato i campi e il bambino ha potuto per circa due anni condurre una vita cosiddetta normale, una vita in cui ha conosciuto altri amici, altri adulti a cui ha voluto bene al di fuori della sua comunità e questa non è retorica come non è stata retorica raccontare un bambino come lui, sono dati di fatto.
Dov’era alla sua nascita? È stato nutrito per i primi sei anni della sua vita, o ha sofferto la fame perché non è facile per una donna sola allevare un bambino nei campi? Dove ha dormito? Che vita sociale ha avuto in passato? Quanti bambini vivono ancora in queste condizioni? Queste sono le domande che dobbiamo porre alle autorità e a tutta la comunità.
L’attuale condizione nei container della comunità Rom non è certo il massimo, molte sono le cose da migliorare e allora uniamo tutti i soggetti che hanno rapporti con loro e cerchiamo delle soluzioni migliori, e comunque questa soluzione è temporanea.
Penso che gli ultimi anni di Amadeus siano stati veramente vissuti e tutte le associazioni che hanno avuto rapporti con lui gli abbiano regalato qualche giorno in più di vita.
Chi dovrà cercare eventuali responsabili lo farà, cerchiamo di trarre insegnamento da questo tragico evento, per lavorare insieme nel migliore dei modi in futuro .
Amadeus lo ricorderemo, non con polemiche, ma con iniziative gioiose.
Elisa Accornero presidente dell ‘Associazione Circolo Santa Teresa Mazzafame.
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