L’umorismo lombardo conquista ancora il teatro, sei sere da “tutto esaurito” a Varese per i Legnanesi
Oltre seimila spettatori, un record inimmaginabile per qualunque compagnia in una qualunque piazza di provincia

La Teresa, il Giuan e la Mabilia Colombo sono una certezza. Il loro umorismo scaccia pensieri ambientato in un cortile lombardo vince anche ai tempi dei selfie e di Tinder, e ricorda a tutti «di ridere, di amare e di sognare».
Sei sere di teatro pieno a Varese per i Legnanesi (dall’1 al 6 aprile), oltre seimila spettatori, un record inimmaginabile per qualunque compagnia in una qualunque piazza di provincia. E dall’8 gennaio al 22 febbraio 2026 è già prenotato il Teatro Manzoni di Milano per la nuova rivista, «I promossi sposi».
Qual è il segreto di Antonio Provasio, l’autore, attore e regista che è stato capace di traghettare la tradizione dei Legnanesi dalla nascita, nel 1949 a Legnano con Felice Musazzi e Tony Barlocco, ad oggi, una compagnia di giro che non sbaglia uno spettacolo? E che lo fa rimanendo fedele alla vocazione originale: in scena soli uomini, anche nei ruoli femminili, attori amatoriali che, a parte Provasio, hanno un “primo lavoro”?
Il segreto è la semplicità e insieme l’iperbole di queste maschere del teatro moderno. Lo schema si ripete, il pubblico riconosce i personaggi e ride per ogni nuova storia, raccontata con quel tono che scivola nel dialetto, in quel cortile di Legnano, dove Teresa e il marito Giuan restano ancorati al vecchio mondo contadino e mettono in scena scaramucce di coppia, mentre la Mabilia, la loro esuberante figlia, è la regina di un varietà frizzante, un sogno che porta tutta la famiglia a rapportarsi con il mondo.
Questa volta è il Giappone la meta del loro viaggio e il tema dello spettacolo della tournée 2024-2025, che si intitola «Ricordati il bonsai»: un Giappone stigmatizzato da figure caricaturali, gag sul modo di parlare e di porsi, un mix esasperato di “s’amurai”, sushi, Butterfly, sesso e samba, dove la famiglia Colombo, che insegue il sogno della ricchezza, approda a caccia di una misteriosa eredità.
Strepitosa come sempre la Mabilia di Enrico Dalceri, che di lavoro fa il dirigente di una famosa casa di moda milanese e in scena canta con i “boys”, i giovani ballerini della compagnia, come una vera superstar. Bravo e nel solco della tradizione il Giuan di Italo Giglioli, di giorno bancario in centro Varese, di sera attore comico che ha saputo ricucire su di sé il personaggio interpretato per tanti anni da Luigi Campisi.
Protagonista assoluta la Teresa di Antonio Provasio, che dal 2018 è anche l’autore di tutti i testi portati in scena: scambia Tinder con Kinder, se sente Tik Tok pensa che qualcuno abbia bussato, si lamenta del marito, cita Fedez e alla fine però sa parlare anche di rispetto in famiglia, tra genitori e figli, e di rispetto degli anziani, custodi della nostra memoria. Trionfano i temi e le battute che ti aspetti, quelle a volte ovvie che però divertono, e raccontano una vita semplice, che per una sera ci rasserena.
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