La Giunta si difende: “Per chiudere l’anno… in chiarezza”
"I nostri critici dimenticano i vincoli finanziari che abbiamo", rispondono dal Comune, dopo le contestazioni sulla delibera che riguarda la disabilità...

Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo alcune riflessioni fatte a mezzo stampa è giunto il momento di fare chiarezza all’applicazione della nuova delibera di Giunta in materia di tariffe per servizi per disabili, quali i servizi formativi all’autonomia e i centri diurni per disabili.
Premettiamo che consideriamo legittima la delibera in questione: la suddivisione tra prestazioni socio-sanitarie e prestazioni sociali deriva proprio dalla normativa nazionale sull’ISEE e dalle linee guida della Regione Lombardia.
Infatti nella delibera in questione la Giunta ha preso atto e fatte proprie le linee guida regionali, peraltro elemento doveroso in considerazione delle competenze della Regione in materia sociale.
Non vi è, inoltre, nessuna contraddizione con quanto si sta sviluppando in materia di ambito sovracomunale.
Il nostro Comune partecipa a tale costruzione, condividendo peraltro problematiche, come quella in questione, con gli altri enti.
D’altra parte l’ambito del Legnanese ha già condiviso numerosi incontri dedicati ed ha redatto la bozza del nuovo regolamento ISEE ed il criterio espresso in maniera preventiva è proprio quello di “pagare tutti per pagare il giusto rispettando i vincoli di bilancio e i vincoli finanziari imposti dal Patto di Stabilità” ed includendo la possibilità di interventi mirati, per quelle situazioni famigliari dove non solo si ha presenza di soggetti disabili, ma anche situazioni economiche critiche.
La Consulta sociale è stata coinvolta nella discussione di tale atto ed è stato aperto un tavolo di lavoro congiunto, per ipotizzare ulteriori soluzioni. Infatti il 7 gennaio ci incontreremo nuovamente con la Consulta sociale.
L’impatto sulle famiglie dei disabili è peraltro non eccessivo: in realtà solo chi ha un ISEE alto, e pertanto delle entrate famigliari maggiori, si vede aumentare in maniera maggiore la propria quota di compartecipazione.
I motivi dell’adozione della nuova delibera sono molteplici.
Sicuramente si è sentita la necessità di applicare il nuovo ISEE come previsto dalla normativa nazionale entro il 31.12.2015, in attesa del regolamento sovracomunale che richiede più tempo di elaborazione, in quanto vi è un lavoro da parte di molti Comuni.
Pertanto non potevamo continuare ad applicare le precedenti delibere che sarebbero state in contrasto con l’odierno dettato normativo.
I nostri critici poi si dimenticano i vincoli finanziari che attualmente gli enti locali hanno.
Stiamo parlando del patto di stabilità. Non rispettare il patto di stabilità comporta conseguenze traumatiche tra cui una pesante riduzione dei trasferimenti dello Stato con la conseguente riduzione dei servizi.
Come tantissimi Comuni siamo stati costretti a bloccare centinaia di migliaia di euro delle spese del Comune. Queste spese bloccate poi diventeranno avanzo di amministrazione che, sempre a causa del patto di stabilità, non potremo usare. Quindi rimaniamo doppiamente beffati!!!
Se non l’avessimo fatto dall’anno prossimo non avremmo potuto più erogare molti servizi. Questo deve essere chiaro.
Sono legittime le critiche, ma i nostri critici, forse, dovrebbero unirsi a noi nelle rimostranze rispetto ad una logica di finanza pubblica derivante dagli obblighi che il nostro Stato ha con l’Unione Europea, che di fatto sta drasticamente riducendo diritti e servizi ai cittadini.
Forse la critica non va fatto al Comune di San Vittore Olona, e ai tantissimi comuni che sono obbligati a fare scelte impopolari e difficili, ma a chi a livello nazionale governa e impone certe scelte a tutti gli enti locali.
D’altra parte noi abbiamo voluto mantenere i servizi e i contributi per chi si trova in stato di disagio economico. Infatti non abbiamo toccato i contributi alle persone fisiche.
Di fronte ad una situazione di riduzione del welfare state a livello nazionale, il nostro compito ed il compito dei Comuni in generale, è quello di salvaguardare innanzitutto chi non ce la fa.
Infatti anche nel caso delle tariffe per i servizi residenziali e semi-residenziali a disabili, le famiglie con reddito più basso hanno avuto un impatto minore se non assente.
In conclusione possiamo dire quanto segue:
– l’applicazione del nuovo ISEE è comunque un obbligo normativo;
– l’Amministrazione collabora e lavora con la Consulta sociale per trovare tutte le possibili alternative, sempre comunque legittime, che possono aiutare le famiglie dei disabili;
– i vincoli finanziari del Patto di stabilità obbligano tutti i Comuni a ridurre le proprie spese e sottolineiamo che noi non siamo d’accordo con questa politica, ma come tutti la subiamo.
In ogni caso siamo siamo disposti a recepire, con spirito d’attenzione, le critiche che ci arrivano, soprattutto se costruttive e tendenti a trovare una soluzione condivisa.
Chiediamo solo di non utilizzare a fini propagandistici situazioni che, come tutti sanno, non dipendono dalla volontà della nostra Amministrazione, ma da scelte normative e finanziarie che ci vengono imposte.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.