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ROM, L’INTEGRAZIONE E’ POSSIBILE

Musica balcanica e storie di solidarietà alla serata organizzata all'oratorio del quartiere San Paolo a Legnano...

La strada per l'integrazione è in salita, ma possibile. Lo dimostra la storia di solidarietà e di amicizia nata tra gli abitanti del campo di via Rubattino  e i cittadini del quartiere milanese di Lambrate, raccontata nel libro curato da Elisa Giunipero e Flaviana Robbiati, e lo dimostra la presenza di alcune famiglie Rom alla serata di musica e dibattito organizzata da Stranitalia nel salone dell'oratorio San Paolo, proprio nel cuore del rione legnanese  dove sono stati da poco sgomberati due campi abusivi.  

I "I Rom di via Rubattino, una scuola di solidarietà", presentato al pubblico legnanese dalle due autrici, racconta l'incontro tra due mondi, contrapposti solo prima di conoscersi,  avvenuto proprio a scuola, l'Istituzione che per prima ha accolto e aiutato i figli delle famiglie Rom di uno dei campi abusivi più grandi di Milano, insediatosi nel 2008  al confine con  Segrate.  Paura e pregiudizi si sono infranti dopo l’iscrizione alle elementari  di oltre trenta minori della baraccopoli da parte della Comunità di Sant’Egidio. La loro continuità scolastica era però minacciata dai continui sgomberi della baraccopoli: "Pian piano e nel tempo si è creata una solidarietà e una vicinanza tra le Famiglie Italiane e quelle Rom  – ha spiegato Elisa Giunipero, volontaria della comunità di Sant'Egidio – sono nati rapporti di amicizia e solidarietà in un quartiere che per la prima volta invece di unìostilità ha espresso solidarietà". Quindici famiglie sono riuscite ad entrare in una casa, trovare lavoro e pagarsi l'affitto: "Ognuno di noi deve scegliere da che parte stare  – ha spiegato Flaviana Robbiati, maestra da oltre trent'anni in una scuola vicina a via Rubattina – In via Rubattino da una una situazione sbandierata di cattiveria è emersa la coscienza civile di cittadini solidali. Non potevamo sopportare che a Milano venissero calpestati i diritti umani"

Al dibattito – presente anche il sindaco Alberto Centinaio –  sono intervenuti anche Jovica Jovic, musicista serbo di etnia Rom e la sua famiglia. Fisarmonicista di fama internazionale, Jovic ha suonato con i più grandi artisti italiani, tra cui Pierò Pelù e Moni Ovadia, da clandestino. Ora ha un permesso di soggiorno per un anno e vive  a Parabiago in una casa in affitto: "Quello Rom è l'unico Popolo senza Patria con l'unica colpa di essere nati da una zingara  – ha gridato – siamo discriminati come nel '41, chiediamo libera circolazione di documenti e più umanità". Le figlie e la moglie grazie alla sua allieva  Cristina Simen hanno avviato, a Parabiago, un laboratorio di sartoria 

La serata si è conclua con musica e danze balcane accompagnate dall'orchestra di Jovic, i Mizikanti. Italiani e Rom hanno ballato insieme in un grande clima di festa.

Anche a Legnano alcune famiglie  Rom, prima residenti nelle baraccolopi sgomberate di San Paolo, sono riuscite a trovare lavoro e casa.  "Con alcuni di loro è nato un rapporto d'amicizia", spiega un insegnante della scuola legnanese di Pinocchio i cui volontari hanno insegnato italiano agli adolescenti del campo.  La scuola ha aderito al patto locale di sicurezza del Comune di Legnano per aiutare chi ha accettato di trasferirsi nel campo attrezzato di via Juker.

valeria arini

 

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Aprile 2013
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